GitoriousPrecedentemente abbiamo visto come muovere i primi passi con Git. Ovviamente usare un CVS in locale non sfrutta le sue massime potenzialità.

Dobbiamo quindi trovare un host remoto sul quale condividere il progetto. Quello che uso io è Gitorious. Gitorious offre hosting gratuito per tutti quei progetti con licenze riconosciute dalla Free Software Foundation. Se avete bisogno di hosting per software closed, oltre a non avere la mia stima, dovrete ricorrere a hosting a pagamento (basta una rapida ricerca su Google).

Per prima cosa dobbiamo registrarci. La procedura è semplice e non richiede nessuna conoscenza particolare. Dopodiché creiamo un nuovo progetto cliccando sul bottone in fondo a destra.

Dopo aver inserito i dati del progetto vi verrà chiesto di inserire la vostra chiave SSH pubblica per garantire la massima sicurezza. Se non avete una chiave ssh è il momento di crearne una con il comando:

$ ssh-keygen

Vi verrà chiesto di inserire la password. Inseritela e al termine della procedura avrete la vostra chiave nel file .ssh/id_rsa.pub nella vostra home.

Ora potete aprire questo file e copiarne il contenuto per inserirlo in Gitorious e fargli accettare questa chiave.

Subito dopo dovrete creare il primo repository del vostro progetto. Un repository non è altro che uno scaffale che contiente il vostro codice. In progetti complessi potreste aver bisogno di mantenere contemporaneamente più versioni del vostro programma (ad esempio risolvendo bug della versione stable e intanto preparare la nuova versione). In questo caso vi basterà creare due repository, uno per la versione stable (es: pippo2.0) e un altro per la versione di sviluppo (es: trunk).

A voi però per il momento ne basta uno. Createlo seguendo le indicazioni e avrete finito.

Ora dovete configurare git affinché riconosca il repository remoto appena creato.

Aprite il file .git/config nella cartella del vostro progetto e inserite come segue:

[remote "origin"]
       url = git@gitorious.org:project/repository.git
       fetch = +refs/heads/*:refs/remotes/origin/*
[branch "master"]
       remote = origin
       merge = refs/heads/master

Sostituendo a project il nome del progetto su Gitorious, e a repository il nome del repository. Questa configurazione istruisce git dicendogli che il branch locale master ha il suo corrispettivo remoto origin.

A questo punto per spedire il vostro progetto nella rete non basta che dare:

$ git push

E godersi l’idea che il proprio progetto fa ora parte del fantastico mondo del Free Software.

 

Git Git è un importante e noto version control system. Utilizzato dagli stessi sviluppatori del kernel, nonchè dagli sviluppatori di progetti come Qt e KDE.
Ha l’enorme pregio della velocità ed è possibile trovare molti tools di supporto e hosting gratuiti (io utilizzo Gitorious).

Adesso vedremo un piccolo quick start, ovvero una piccola guida per conoscere le basi di Git ed essere subito operativi. La guida è basata sull’ultima versione disponibile al momento (la 1.6.4.1) ma dovrebbe adattarsi facilmente anche a versioni non troppo distanti.

Per prima cosa installiamo Git con il solito comando:

# apt-get install git-core

Facendolo precedere da sudo se usate ubuntu e derivate.

Una volta installato dobbiamo procedere alla configurazione iniziale:

$ git config --global user.name "Qui Inserisci Il Tuo Nome"
$ git config --global user.email qui.inserisci@la.tua.email

Ora siamo pronti ad inizializzare Git con il progetto che stiamo portando avanti. Supponiamo che il progetto si trovi in una cartella project nella vostra home.

$ cd project
$ git init
$ git add .

Il comando init inizializzerà Git e creerà una cartella nascosta .git/ in cui verranno memorizzati i dati. Il comando add, invece, aggiungerà i file a del progetto nell’insieme dei file controllati da Git. Ora, per rendere effettivo tutto basta dare:

$ git commit

Vi verrà chiesto di inserire un messaggio che descriva il commit, ovvero che spieghi a grandi linee cosa è stato modificato-aggiunto dall’ultima volta.

Ora potete bellamente modificare tutto e Git terrà traccia di tali modifiche. Per vedere un breve riassunto dei file modificati dall’ultimo commit basta dare

$ git status

Che restituirà una lista del tipo:

# On branch master
# Changes to be committed:
#   (use "git reset HEAD <file>..." to unstage)
#
#       modified:   file1
#       modified:   file2
#       modified:   file3

Queste sono grossomodo le basi. Successivamente vedremo come hostare un progetto mantenuto con git in Gitorious e come gestire le varie branch.

 

Sto scrivendo la tesi. O almeno ci provo. Vado a rilento anche per colpa del caldo afoso, del condizionatore che si è rotto (in pieno Agosto e con tutti i condizionatorologi in ferie) e del pellegrinaggio continuo che faccio da casa mia a casa della mia ragazza (70km di distanza).

Però cerco di sfruttare a pieno ogni 5 minuti di “concentrazione” che spremo dal giorno.

Per fare questo ho due fidati strumenti: NetBeans 6.7 e Git.

NetBeans è il famoso IDE di sviluppo made in Sun che è una vera manna per gli sviluppatori Java (ma anche C/C++ e Ruby). Molto potente ed estendibile e che mi piacerebbe tanto iniziasse a potenziare anche l’attuale minimale supporto a Python.

Git è invece uno dei tanti sistemi di versioning che popolano il mondo e che ho provato (vi giuro, li ho provati tutti). Ha il pregio di essere dannatamente veloce anche se il prezzo da pagare è una piccola maggiore difficoltà di utilizzo. In realtà non è poi così difficile ma rispetto agli altri (Subversion, Mercurial e Bazar per esempio) si comporta diversamente e può un attimo spiazzare i nuovi arrivati.

Il problema principale è far dialogare NetBeans con Git.

Nei plugin “ufficiali” non c’è nulla: NetBeans supporta tutto tranne Git. Ma esiste la soluzione!

La soluzione è: http://nbgit.org/

NBGit è un plugin che integra Git in NetBeans risolvendoci tutti i problemi e rendendo NB l’IDE che supporta il maggior numero di sistemi di versioning.

Purtroppo almeno a me non funziona molto bene e lo devo “arrangiare” con qualche comando impartito da terminale.

Ma dopotutto è solo alla versione 0.2… diamogli tempo e diventerà essenziale! :)

EDIT: E’ uscita la versione 0.3. Adesso il plugin è veramente completo!

 

Per prima cosa vorrei segnalare che Sidux non è una distribuzione adatta i neofiti. Essa è infatti un riadattamento di Debian Sid (ovvero al versione Unstable) per renderla meno unstable. Tuttavia condivide la totalità dei pacchetti con Sid e per essere aggiornata necessita di alcuni accorgimenti che le altre distro non richiedono.

Sono approdato a Sidux per un motivo fondamentale: amo la leggerezza e la “spartanità” di Debian, nonché la praticità delle Rolling Distro ma allo stesso tempo non volevo una distribuzione completamente allo sbando.

Per prima cosa ho masterizzato la il live-cd. Ci sono 3 versioni di Sidux:

  • La versione KDE Full – Versione DVD che contiene tutto KDE in tutte le lingue possibili per tutte le piattaforme.
  • La versione KDE Standard – Versione CD che contiene solo la versione minimale di KDE. Solo in inglese e tedesco.
  • La versione XFCE - Versione CD che contiene Sidux con il DE XFCE.

Manca Gnome, cosa che da KDE-User non mi interessa ma che a molti potrebbe interessare. E’ comunque possibile installarlo successivamente tramite apt-get.

Avviata la Live l’impressione è molto buona. Grafica curata e schema di colori accattivante (nero-rosso). Così dopo un rapido controllo delle periferiche (riconosciute tutte al primo colpo) sono passato all’installazione.

Prima punto dolente. Sebbene sia completamente per via grafica ritengo che il partizionamento dell’hard disk è veramente poco intuitivo. Addirittura meno intuitivo dell’istallazione da terminale di Debian classica. Quindi consiglio di fare molta attenzione a questo passaggio e di leggere qualche guida.

L’installazione, d’altrocanto, è molto veloce (5 minuti escludendo il partizionamento). Questo perché viene installato proprio il minimo necessario.

Al riavvio tutto funziona correttamente. Sebbene la versione 2009-02 non sia uscita da molto il primo apt-get dist-upgrade è già parecchio pesante (ovvio, data la natura unstable). Va fatto subito tenendo presente che il team Sidux sconsiglia di eseguire un dist-upgrade con il Server X attivato! (e lo sconsiglio anche io ;D). Inoltre prima di aggiornare è sempre bene consultare il sito per vedere se ci sono problemi noti durante l’aggiornamento.

Una volta aggiornato. Devo solo localizzare il tutto in italiano (con il pacchetto kde-l10n-it) e aggiungere con apt-get tutta una serie di programmi che utilizzo di solito.

Tutto funziona a meraviglia. La distribuzione per il momento mi soddisfa molto. Spero di avervi incuriosito. Continuerò a tenervi aggiornati.

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