Ebbene si. Da ieri pomeriggio sono ufficialmente ingegnere informatico a tutti gli effetti laureato con 110 e lode.
Un bel regalo di Natale!
Un abbraccio a tutti!
Si fa un gran parlare del mercato dei NetBook. Il lancio di Chrome OS, ad esempio, è stato accolto dall’attenzione di tutta la stampa tecnica e non generando un pittoresco sciamare di polemiche e commenti entusiasti. Ma c’è una distribuzione che invece è passata quasi inosservata: Moblin.
La distribuzione, sponsorizzata fortemente da Intel e ottimizzata per i processori Atom, è infatti una delle tante versioni di GNU/Linux pensate per sfruttare a pieno le risorse e gli schermi dei piccoli netbook che nell’ultimo anno hanno accaparrato grosse fette di mercato.
Accattivante graficamente, semplice, velocissima in fase di boot, è sicuramente una delle migliori distribuzioni per netbook attualmente disponibili. Proprio per questo appena ho potuto l’ho subito installata sul mio EeePc 1000h con estrema soddisfazione. Infatti tutto l’hardware è immediatamente riconosciuto alla perfezione (webcam compresa, la quale con Debian mi aveva dato qualche rottura) e nel giro di 30 minuti scarsi (questo dura l’installazione) siamo subito operativi. Per chi non volesse installarla può benissimo utilizzarla e provarla anche come LiveCD/USB.
Moblin si integra con i servizi social del Web 2.0 e offre uno strumento di sincronizzazione per vari account remoti (Google, Yahoo e altri). L’unica pecca è la mancata sincronizzazione con Google Calendar (GMail e contatti, invece, funzionano perfettamente).
Penso che sarebbe stato decisamente meglio puntare su una distribuzione simile invece dell’aborto tecnologico Xandros che ha infangato il nome di Linux. Sicuramente molte persone sarebbero state più soddisfatte del loro OS e non sarebbero scappate su XP. Il motivo della scelta di Asus è infatti, per me, inconcepibile.
Ma avrebbe arginato il ritorno a XP completamente? No. Non credo. La gente purtroppo, acquista i netbook pretendendo che facciano tutto quello che fanno con Notebook /Desktop e Moblin rimane comunque una “distribuzione ridotta” (non troppo, non ci posso fare video-editing, ma Gimp lo uso benissimo). Tuttavia avrebbe dato sicuramente un immagine migliore.
Tempo fa vi segnalai che stavo preparando una guida a Qt e Python. Poi è stato aperto Qt-Italia.org. Ho quindi deciso di collaborare direttamente con il progetto e quindi, inserirò tutto il materiale sulle Qt all’interno del portale. Ovviamente, inserirò periodicamente anche qualcosa qui
Il portale è nuovo ed esce da poco da una riorganizzazione generale del CMS. Tuttavia, ad ora, tutto sembra in ordine e quindi vi suggerisco di visitare il sito e iscrivervi al relativo forum.
Se amate le Qt o volete semplicemente farvi un idea delle loro potenzialità avete trovato il posto giusto.
Non uso Kubuntu e penso che mai lo userò. Non per i suoi difetti, ma semplicemente perché non è rolling e quindi mi costringerebbe ogni 6 mesi a reinstallare il sistema (non mi è mai riuscito un passaggio di versione, a nessun pc a cui l’ho fatto). Tuttavia, essendo una versione di Ubuntu, tendo a installarla a persone che me lo chiedono puntando sulla semplicità a cui mi ha abituato Ubuntu.
Il problema è che il divario fra Ubuntu e Kubuntu è enormemente aumentato nell’ultimo anno. Infatti ho recentemente installato la K sul pc della mia ragazza che, probabilmente deviata da me, si era incuriosita dei sistemi GNU/Linux. L’ho installata fiducioso, caricato dai numerosi successi a cui mi aveva abituato Ubuntu. Eppure la mia fiducia è stata tradita.
Non solo perché graficamente trasandata (quasi nessuna personalizzazione, c’è solo la base di KDE che, grazie a Dio, è già di suo molto carina). Il problema principale sono i pacchetti. Pacchetti instabili come nitroglicerina, più recenti di quelli che si trovano su Debian Sid (che come si sà dovrebbe essere unstable) e infatti buggati fino all’osso.
Non avevo mai visto Dolphin crashare, quindi figuratevi la mia faccia quando, non solo è crashato due volte di fila, ma si rifiutava anche di avviarsi di nuovo. Plasma è andato a gambe per aria già una volta. Altri programmi si sono piantati senza motivo apparente.
Insomma, ci sono rimasto male. Non è stata una buona impressione. Il team di Kubuntu dovrebbe mettersi al passo di Ubuntu o altrimenti lasciasse perdere. Ci sono tante belle distro basate su KDE, Kubuntu non mi pare necessaria (senza contare che ho avuto spiacevoli contatti con sviluppatori di Kubuntu piuttosto saccenti, arroganti e poco disponibili).
Alla fine mi vedrò costretto a cambiare distribuzione alla mia ragazza se la situazione non migliora fra qualche aggiornamento.
Quello che so è che, per chi ama KDE, Kubuntu non è certo la scelta migliore. E’ meglio che vada a cercare altro in giro.
Come promesso eccomi qui a fare una piccola recensione di Chakra Alpha 4. Come ho specificato nell’ultimo post Chakra è una distribuzione basata su Arch che offre i vantaggi di una rolling leggera e modulare come Arch senza però pagare lo scotto di una installazione da suicidio (specie per chi è alle prime armi) che impiega troppo tempo e risorse.
La distribuzione offre infatti una autoconfigurazione molto efficiente e un ambiente grafico di default, precisamente KDE 4.3.4.
Ma veniamo subito al sodo e vediamo l’installazione.
INSTALLAZIONE
Masterizziamo la ISO di Chakra e riavviamo il PC. Subito dopo il bootstrap compare il menù del LiveCD. Qui possiamo scegliere di avviare la Live scegliendo anche fra alcune opzioni: con interfaccia grafica, con interfaccia grafica e driver non-free, con interfaccia grafica con ottimizzazioni per vecchi display, live senza interfaccia grafica etc…
L’avvio della live va liscio come l’olio. Quando compare il desktop clicchiamo sull’installazione e cominciamo. L’installazione è ben curata e simile a quella di molte altre distribuzioni. Unica nota differente consiste nel fatto che, durante le prime fasi, viene chiesto di accettare due license: la licensa dei font Microsoft e la licensa del plugin Flash di Adobe. Questo perché questi due pacchetti vengono installati automaticamente.
Qui possiamo trovare degli screen shot per le fasi di installazione: http://chakra-project.org/download-iso.html Sono tutte molto intuitive. Anche la fase più delicata, il partizionamento, rispecchia la cura generale di tutta l’installazione.
L’installazione dura in totale una mezz’oretta dopo la quale il sistema è pronto e funzionante.
LA DISTRIBUZIONE IN FUNZIONE
Il primo avvio è andato liscio fino al login. Per qualche strano motivo, al primo accesso, tutte le finestre uscivano senza bordo rendendo il sistema inusabile. A questo punto ho sloggato e riloggato e da quel momento tutto è andato liscio.
Al primo avvio, inoltre, mi è uscito un messaggio che mi avvertiva di configurare il gestore degli aggiornamenti. Io li ho disattivati: preferisco farli a mano e, inoltre, interferisce con i file di lock di pacman. Se viene avviato diventa impossibile usare pacman da terminale.
La prima cosa che voglio fare è installare Firefox. Apro Shaman ma si apre dando un errore e, anche selezionando firefox, non riesco ad installarlo. Allora apro il terminale e faccio tutto da terminale. E qui tutto funziona.
A parte questi piccoli problemi con questi fronted per pacman tutto funziona bene. Firefox è già pronto e ben configurato (flash plugin compreso) e nel giro di dieci secondi sono già pronto a navigare.
Tutto il resto dell’hardware è ottimamente riconosciuto e configurato.
Mancano di default molti programmi utili (Gimp e Open Office in primis), non è un problema grave, basta installarli, ma a chi dovesse installare questa distribuzione in un pc senza internet potrebbe interessare.
CONSIDERAZIONI
Veloce al boot, leggera, fluida e rolling. Soffre di qualche difetto legato al suo stato Alpha che penso e spero venga risolto nelle prossime release. Tuttavia appare molto stabile.
Al momento non la consiglio a persone con poca esperienza perché per qualche bug bisogna sapere come muoversi, ma è sicuramente un progetto molto interessante e all’altezza delle aspettative.
Non ci resta che aspettare le prossime release. Io nel frattempo me la godrò un po.
È da un po’ che punto questo progetto. Mi ha intrigato da subito perché, per prima cosa il nome rimanda alla filosofia orientale a me tanto cara, secondo, sebbene Arch sia una distribuzione che mi piace, ho sempre trovato la sua installazione inutilmente complicata. Efficiente e leggera, certo, ma non credo valga una lunga installazione e configurazione con l’ausilio di appunti e manuali vari.
Chakra serve proprio a risolvere questo problema. Questa distribuzione permette infatti di installare velocemente una Arch già configurata e dotata di ambiente grafico KDE (gli Gnomisti si schiferanno ma per me KDE-user-integralista-convinto è un colpo di fortuna).
Non l’ho installata prima perché avevo bisogno di un PC affidabile, veloce e stabile (grazie Sidux, ti amo) ma adesso che la tesi l’ho finita e discussa e, approfittando del fatto che volevo reinstallare Sidux per risistemare le partizioni e usare Ext4, ho deciso di concedermi il lusso di provare questo progetto.
Vi terrò aggiornati su come andrà a finire. Il progetto è ufficialmente ancora in stato alpha ma da rolling come Arch l’alpha è quasi il massimo che uno si può attendere (almeno per la mia idea di Alpha).
Staremo a vedere.

Logo di ENEA
ENEA sta per Environment for Network Application. È un architettura di grid computing scritta in Java che permette la risoluzione di problemi tramite calcolo distribuito. Oltre a questo è il mio progetto di tesi e quindi, ora che l’ho discussa e non mi ha tradito, ho deciso di rilasciarlo al mondo nel caso possa servire. Principalmente a scopo didattico ma penso che con qualche piccolo cambiamento possa essere utilizzato anche per qualcosa di serio.
L’archivio qui di seguito contiene:
E’ anche disponibile un repository GIT all’indirizzo: http://gitorious.org/enea/enea/commits/master
Tutto il codice è rilasciato sotto licenza BSD.
AVVISO: Per tutti i possessori di Sidux o Debian Sid. Non effettuate nessun dist-upgrade fino a quando il warning non sarà cessato. C’è il passaggio da kde 4.3.2 a kde 4.3.4 con conseguente incasinamento dei pacchetti. Fino a quando il passaggio non sarà completato il dist-upgrade è altamente sconsigliato. Rischiate di trovarvi senza KDE.
Per vedere se il Warning è cessato consultate questa pagina oppure il forum ufficiale di Sidux.
PS: Scusata la prolungata assenza ma se dio vuole lunedì mi laureo…
EDIT: Warning Risolto. KDE 4.3.4 è installato correttamente e funziona benissimo.
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