BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) è uno dei più solidi e affermati sistemi di grid-computing. Con il termine grid-computing si è soliti indicare quell’architettura di calcolo nel quale un problema viene scomposto in sotto-unità chiamate e work-unit che vengono analizzati da computer diversi appartenenti ad una rete (sia locale che globale).
Boinc è utilizzato da molti gruppi di ricerca e associazioni per condurre ricerche che necessitano di un elevato tempo di calcolo. La partecipazioni a tali ricerche è totalmente volontaria e aperta a chiunque. E’ inoltre un ottimo modo per non lasciare andare sprecata la potenza di calcolo nei momenti in cui lasciamo inutilizzato il pc. Questo aspetto. insieme alla partecipazione volontaria, sono così importanti in Boinc che spesso sono stati definiti come screensaver-computing o volounteers-computing.
Il programma esiste per ogni sistema, sia Windows che Linux, ed è composto da due componenti:
- boinc-client : che contiene il client vero e proprio
- boinc-manager: che contiene l’interfaccia per interagire e per configurare il client
I progetti a cui partecipiamo, inoltre, installano uno screensaver che mostra alcuni dati sulla computazione in corso, ma solo su windows. Questa feature è sfortunatamente ancora assente da GNU/Linux e non so per quanto ancora lo sarà.
Per installare Boinc dobbiamo installare le due componenti:
# apt-get install boinc-manager boinc-client
A questo punto il client è già pronto, non resta che aprire il Boinc Manager (che trovate nel menù delle applicazioni) e aggiungere il progetto che volete.
Io ad esempio sono molto attivo su Rosetta@home che produce risultati sulla struttura tridimensionale delle proteine.
C’è però un bug almeno nella mia installazione: la funzionalità che mette in pausa automaticamente la computazione quando l’utente è attivo non mi funziona bene. Devo quindi attivare e sospendere manualmente. Non è un granché ma il bug è noto e segnalato. Speriamo in una rapida correzione.

Sono tornato dopo qualche giorno di assenza forzata dato che qualcuno si è divertito a tagliarmi il filo del telefono. Bah… Torno giusto in tempo per la novella uscita di Ubuntu: la versione Karmic Koala.
Spesso capita di dover cercare quale pacchetto contiene un file particolare. Questo perché a volte ci troviamo a maneggiare dei programmi che ci danno come errore frasi del tipo “Impossibile trovare il file xxx.yy” e non non abbiamo idea di cosa instalalre per trovare quel file. Questa situazione capita poi spessissimo se si stanno compilando sorgenti che non abbiamo scritto noi a causa di una mancata dipendenza.
Sidux, non mi stancherò mai di ripeterlo, è una distribuzione basata su Debian Sid e, come tale, è potenzialmente instabile. Il team di Sidux si occupa di mantenerla sempre funzionale grazie a repository aggiuntivi ma il 90% dei pacchetti sono sempre di Sid.
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