Per chi utilizza sidux sa che gli aggiornamenti del kernel sono praticamente a cadenza settimanale. Ma questa volta Sidux è passato dal kernel 2.6.30 al kernel 2.6.31. Come sempre in questi casi, gli utenti Sidux se la rischiano (Sidux infondo è sempre Sid). Questa volta me la sono rischiata io per voi e posso annunciarvi che potete fare il vostro dist-upgrade senza paura. L’aggiornamento è andato liscio come l’olio.

Segnalo però che potrebbero esserci pacchetti che conviene non aggiornare: come è stato annunciato nella mailing-list degli sviluppatori Debian è consigliato non aggiornare i pacchetti mysql-transition, octave-transition hdf*-transition e nattle-transition.

Se avete alcuni di questi pacchetti vi conviene aspettare qualche giorno.

La nuova versione del kernel aumenta considerevolmente il supporto alla tecnologia FireWire, molto usata per interfacciare videocamere digitali e pc.

Oltre a questo, nell’aggiornamento odierno segnalo un massiccio aggiornamento di kde e la versione 0.9 di Arora.

 

Per prima cosa vorrei segnalare che Sidux non è una distribuzione adatta i neofiti. Essa è infatti un riadattamento di Debian Sid (ovvero al versione Unstable) per renderla meno unstable. Tuttavia condivide la totalità dei pacchetti con Sid e per essere aggiornata necessita di alcuni accorgimenti che le altre distro non richiedono.

Sono approdato a Sidux per un motivo fondamentale: amo la leggerezza e la “spartanità” di Debian, nonché la praticità delle Rolling Distro ma allo stesso tempo non volevo una distribuzione completamente allo sbando.

Per prima cosa ho masterizzato la il live-cd. Ci sono 3 versioni di Sidux:

  • La versione KDE Full – Versione DVD che contiene tutto KDE in tutte le lingue possibili per tutte le piattaforme.
  • La versione KDE Standard – Versione CD che contiene solo la versione minimale di KDE. Solo in inglese e tedesco.
  • La versione XFCE - Versione CD che contiene Sidux con il DE XFCE.

Manca Gnome, cosa che da KDE-User non mi interessa ma che a molti potrebbe interessare. E’ comunque possibile installarlo successivamente tramite apt-get.

Avviata la Live l’impressione è molto buona. Grafica curata e schema di colori accattivante (nero-rosso). Così dopo un rapido controllo delle periferiche (riconosciute tutte al primo colpo) sono passato all’installazione.

Prima punto dolente. Sebbene sia completamente per via grafica ritengo che il partizionamento dell’hard disk è veramente poco intuitivo. Addirittura meno intuitivo dell’istallazione da terminale di Debian classica. Quindi consiglio di fare molta attenzione a questo passaggio e di leggere qualche guida.

L’installazione, d’altrocanto, è molto veloce (5 minuti escludendo il partizionamento). Questo perché viene installato proprio il minimo necessario.

Al riavvio tutto funziona correttamente. Sebbene la versione 2009-02 non sia uscita da molto il primo apt-get dist-upgrade è già parecchio pesante (ovvio, data la natura unstable). Va fatto subito tenendo presente che il team Sidux sconsiglia di eseguire un dist-upgrade con il Server X attivato! (e lo sconsiglio anche io ;D). Inoltre prima di aggiornare è sempre bene consultare il sito per vedere se ci sono problemi noti durante l’aggiornamento.

Una volta aggiornato. Devo solo localizzare il tutto in italiano (con il pacchetto kde-l10n-it) e aggiungere con apt-get tutta una serie di programmi che utilizzo di solito.

Tutto funziona a meraviglia. La distribuzione per il momento mi soddisfa molto. Spero di avervi incuriosito. Continuerò a tenervi aggiornati.

 
Il classico logo di Debian

Il classico logo di Debian

Gli ultimi mesi sono stati un po’ un disastro. Avrei tanta voglia di sfogare le varie ire funeste che ho serbato dentro in questo tempo ma non voglio certo abusare dello spazio concessomi (auto-concessomi oltretutto).

Approfitto del mio ritorno per parlare di una delle fasi più importanti nello sviluppo di un applicazione. Ovvero il bugtraking.

Tutti sappiamo (o abbiamo sentito parlare) dell’esistenza dei bug nei software (e non solo). Tutti ce ne lamentiamo. Scriviamo post alterati di indignazione quando un bug (magari non frequente) ci colpisce e ci causa danni o crash di sistema. Macchiamo l’immagine di ogni programma a causa del bug che fa traboccare il vaso. Ma nessuno, o quasi nessuno, si prende la briga di segnalarlo e di aiutare gli sviluppatori a venirne a capo.

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