Le energie e le idee nell’open-source vengono sempre disperse. Si perdono in un mare di caos, scarsa documentazione, programmatori persi e spauriti che non sanno cosa fare, gente volenterosa costretta alla resa e ignorantoni che riempiono il web di script spazzatura. Ma a questo cerca di ovviare OpenHatch.

Questo sito è una sorta di social network per gente intenzionata a contribuire nell’open source. Non è necessario essere programmatori, ci sono compiti adatti a tutti, dal bug tracking alla documentazione alle traduzioni. Graficamente gradevole e ben funzionante.

Io vi consiglio calorosamente di iscrivervi e fare un po’ di pubblicità. Mi sembra l’idea giusta per ridare un po di vita ad una comunità open-source un po’ stanca e dispersa.

 

Avendo per le mani due piccole idee e dedicandomi a programmarle sono 6 giorni che ho poco tempo per scrivere articoli di un certo spessore tecnico. Nonostante ciò posso ancora deliziarvi con inutili baggianate della serie “posso benissimo vivere anche senza”. Tuttavia questo offre la casa e questo vi tenete. :D

Volevo infatti mostrarmi una piccola immagine molto comoda se siete soliti usare simboli particolari. Rappresenta infatti, in breve, tutti i caratteri tipografici che potete scrivere utilizzando semplicemente alcune piccole combinazioni di tasti utilizzando la vostra classica tastiera su linux.

L’immagine è molto comoda e, se ne avete bisogno, vi consiglio di stamparla e appendervela al muro.

Non è una novità per chi usa linux da tempo ma visto che molti nuovi utenti spesso non lo sanno ho pensato che magari era idea gradita.

 

Logo LQHSono passati quasi due mesi dall’apertura di LinuxQualityHelp. Ora ci sono 480 iscritti e altri se ne iscrivono ogni giorno. Abbiamo una bella schiera di utenti esperti  pronti a risolvere ogni problema e abbiamo un ottimo tasso di problemi risolti. Sono decisamente soddisfatto. :D

Prossimamente però lo staff sta preparando interessanti novità:

  • Un concorso per il modding desktop incentrato sulla usabilità.
  • Un repository che contiene software e script utili non presenti nei repository ufficiali.
  • Il team di sviluppo invece sta sviluppando un programma in grado di aiutare l’utente ad identificare i problemi della propria installazione.

E oltre a questo molte altre sono le proposte quindi rimanete collegati su LQH

 

Penso abbiate tutti presente l”utilissima funzione “man”. Man sta per manual anche se io spesso penso derivi da manna in quanto il 90% dei problemi li risolvo grazie a lei. In GNU/Linux la totalità dei programmi ha la sua manpage associata e, grazie ad essa, possiamo sapere vita morte e miracoli di ogni eseguibile o comando sia presente sulla nostra macchina. Ma non solo! Man racchiude anche la sintassi e la semantica completa di praticamente tutte le funzioni e le system call unix. Indispensabile per chi programma in C/C++.

Così noi stiamo preparando il nostro programmino. E perché il nostro dovrebbe essere da meno? Perché il nostro applicativo non deve avere la sua manpage? Perché gettare nella disperazione i nostri utenti?

Infatti non dobbiamo. Impariamo quindi a fare la manpage per il nostro programma!

Creare una manpage è decisamente semplice. Innanzitutto impariamo quelle 7 istruzioni di markup che ci servono:

  • .TH – Indica il titolo della manpage
  • .SH – Indica il titolo della sezione
  • .SS – Indica il titolo della sotto-sezione
  • .pp – Indica l’inizio di un nuovo paragrafo
  • .B – Mostra il testo in grassetto
  • .I – Mostra il testo in corsivo
  • .” – Indica che la riga corrente è un commento (non viene visualizzata nel manuale)

Ora siamo praticamente pronti. Sappiamo tutto quello che ci serve. Apriamo il nostro editor di testo e iniziamo a scrivere la nostra manpage come in questo esempio:

.TH MioSoftware
.SH NAME
MioSoftware Super Calculator
.SH DESCRIPTION
.I MioSoftware
è un programma troppo bello!
.SH URL

http://www.linuxqualityhelp.it

E così via. Fate attenzione che ogni tag deve capitare come primo comando della riga.

A questo punto salviamo il nostro file come, ad esempio, mioprogramma.txt

Adesso dobbiamo copiarlo nella cartella di sistema affinché venga rilevato dal sistema. In debian questa cartella è /usr/share/man

All’interno di questa cartella sono presenti diverse sotto cartelle per indicare le varie “categorie” di manuali. Queste cartelle sono segnate da man1, man2, man3 e così via. Le categorie associate ad ogni numero variano da sistema a sistema ma generalmente sono:

  • 0 – File Header
  • 1 – Comandi Standard (quindi i normali eseguibili)
  • 2 – Kernel System Call
  • 3 – Funzioni Standard della libreria C
  • 4 – Device speciali
  • 5 – Formati di file e convenzioni
  • 6 – Giochi
  • 7 – Varie, ad esempio informazioni sugli standard (ISO)
  • 8 – Comandi root
  • 9 – Dettagli  del Kernel

Noi per esempio inseriremo la nostra man page nella categoria 1. Per farlo basta dare da root:

# cp mioprogramma.txt /usr/share/man/man1/mioprogramma.1

A questo punto abbiamo finito. Per vedere il risultato basta dare:

$ man mioprogramma

E crogiolarsi nella senzazione di “professionalità” che la manpage da al vostro software. :)

Serve aiuto? LQH!

 

site_logo.gif

LQH – Linux Quality Help è un servizio di supporto tecnico gratuito per Ubuntu, Debian e derivate dove chi ti risponde sa di cosa sta parlando.

Un innovativo forum di supporto tecnico dove puoi avere le risposte che cerchi da chi ha esperienza. LQH infatti ti mette a disposizione un team di “esperti certificati” e solo da questi utenti esperti e preparati avrai le risposte.

Sono lieto ed orgoglioso di annunciare l’apertura di questo nuovo servizio di supporto dedicato alle Debian-based (Quindi anche Ubuntu e compagni). La differenza fondamentale con tutti gli altri forum è che alle vostre domande potranno rispondere soltanto gli utenti “certificati” per garantire il più possibile la qualità della risposta. L’orgoglio nasce dal fatto che il sottoscritto fa parte del gruppo di utenti fondatori che in queste settimane hanno messo a punto questo progetto. La lista completa dei 8 fondatori consiste in Badìl, Divilinux, DjNeophite, Guiodic, Muflone, Scolpi, Streetcross e, infine, THeK3enger ovvero me.

Per chi bazzica il mondo Open Source avrà notato che molti nomi sono ben noti e rinomati, il che non fa che aumentare il mio orgoglio.

Tutte le mie guide e la mia esperienza in programmazione e in software libero verrà messa a disposizione in questa piattaforma.

Vi invito quindi a entrare nel sito per saperne di più, domandare, chiedere, discutere e guadagnarsi la qualifica di utente certificato! Come utente qualificato avrai a disposizione numerosi servizi  come aggregarti al nostro metablog , avere un “bollino” di qualità di LQH da poter mettere nel vostro blog, avere aree riservate di discussione con altri utenti esperti nonché la possibilità di avere uno spazio dedicato ai vostri progetti liberi. Inoltre nuovi privilegi verranno implementati nel prossimo futuro.

Se pensate di essere all’altezza inserite pure la vostra richiesta nell’apposito form.

Facciamo in modo che il servizio cresca e aiuti sempre più persone a passare ai sistemi Open.

VISITA LQH

 

Sidux, non mi stancherò mai di ripeterlo, è una distribuzione basata su Debian Sid e, come tale, è potenzialmente instabile. Il team di Sidux si occupa di mantenerla sempre funzionale grazie a repository aggiuntivi ma il 90% dei pacchetti  sono sempre di Sid.

Ci sono però due-tre accortezze da seguire per far si che ogni aggiornamento vada a buon fine. Sono cose che dico perché, anche se sono messe in grassetto sul manuale di sidux in pochi le leggono (non le ho lette nemmeno io al primo dist-upgrade XD), specie se abituati a Ubuntu e Debian Stable in cui gli aggiornamenti sono molto soft.

Per prima cosa installate il pacchetto sidux-hermes. Questo programma è una semplice icona che si piazza nella system-tray e vi segnale se il dist-upgrade può dare problemi.

Se l’icona è verde potetre aggiornare senza problemi. Se l’icona è arancione dovete fare attenzione ad alcune cose. Se l’icona è rossa allora vi conviene aspettare. :)

La seconda accortezza è quella di non eseguire un dist-upgrade con X attivo. Seguite quindi questa procedura:

  • Chiudere la sessione attiva.
  • Ctrl+Shift+F1 per andare nella console.
  • Loggare come root.
  • Dare i comandi:
    # init 3
    # apt-get update
    # apt-get dist-upgrade
    # init 5 && exit
  • Riloggare.

Se terrete d’occhio questi due consigli potrete dormire sonni tranquilli. :)

Buon Upgrade. :)

 

Per chi utilizza sidux sa che gli aggiornamenti del kernel sono praticamente a cadenza settimanale. Ma questa volta Sidux è passato dal kernel 2.6.30 al kernel 2.6.31. Come sempre in questi casi, gli utenti Sidux se la rischiano (Sidux infondo è sempre Sid). Questa volta me la sono rischiata io per voi e posso annunciarvi che potete fare il vostro dist-upgrade senza paura. L’aggiornamento è andato liscio come l’olio.

Segnalo però che potrebbero esserci pacchetti che conviene non aggiornare: come è stato annunciato nella mailing-list degli sviluppatori Debian è consigliato non aggiornare i pacchetti mysql-transition, octave-transition hdf*-transition e nattle-transition.

Se avete alcuni di questi pacchetti vi conviene aspettare qualche giorno.

La nuova versione del kernel aumenta considerevolmente il supporto alla tecnologia FireWire, molto usata per interfacciare videocamere digitali e pc.

Oltre a questo, nell’aggiornamento odierno segnalo un massiccio aggiornamento di kde e la versione 0.9 di Arora.

 

Per prima cosa vorrei segnalare che Sidux non è una distribuzione adatta i neofiti. Essa è infatti un riadattamento di Debian Sid (ovvero al versione Unstable) per renderla meno unstable. Tuttavia condivide la totalità dei pacchetti con Sid e per essere aggiornata necessita di alcuni accorgimenti che le altre distro non richiedono.

Sono approdato a Sidux per un motivo fondamentale: amo la leggerezza e la “spartanità” di Debian, nonché la praticità delle Rolling Distro ma allo stesso tempo non volevo una distribuzione completamente allo sbando.

Per prima cosa ho masterizzato la il live-cd. Ci sono 3 versioni di Sidux:

  • La versione KDE Full – Versione DVD che contiene tutto KDE in tutte le lingue possibili per tutte le piattaforme.
  • La versione KDE Standard – Versione CD che contiene solo la versione minimale di KDE. Solo in inglese e tedesco.
  • La versione XFCE - Versione CD che contiene Sidux con il DE XFCE.

Manca Gnome, cosa che da KDE-User non mi interessa ma che a molti potrebbe interessare. E’ comunque possibile installarlo successivamente tramite apt-get.

Avviata la Live l’impressione è molto buona. Grafica curata e schema di colori accattivante (nero-rosso). Così dopo un rapido controllo delle periferiche (riconosciute tutte al primo colpo) sono passato all’installazione.

Prima punto dolente. Sebbene sia completamente per via grafica ritengo che il partizionamento dell’hard disk è veramente poco intuitivo. Addirittura meno intuitivo dell’istallazione da terminale di Debian classica. Quindi consiglio di fare molta attenzione a questo passaggio e di leggere qualche guida.

L’installazione, d’altrocanto, è molto veloce (5 minuti escludendo il partizionamento). Questo perché viene installato proprio il minimo necessario.

Al riavvio tutto funziona correttamente. Sebbene la versione 2009-02 non sia uscita da molto il primo apt-get dist-upgrade è già parecchio pesante (ovvio, data la natura unstable). Va fatto subito tenendo presente che il team Sidux sconsiglia di eseguire un dist-upgrade con il Server X attivato! (e lo sconsiglio anche io ;D). Inoltre prima di aggiornare è sempre bene consultare il sito per vedere se ci sono problemi noti durante l’aggiornamento.

Una volta aggiornato. Devo solo localizzare il tutto in italiano (con il pacchetto kde-l10n-it) e aggiungere con apt-get tutta una serie di programmi che utilizzo di solito.

Tutto funziona a meraviglia. La distribuzione per il momento mi soddisfa molto. Spero di avervi incuriosito. Continuerò a tenervi aggiornati.

 
PyBackup Logo

PyBackup 0.3

Prima uscita di questo blog e pubblico subito la prima versione stabile di PyBackup. Un semplice script da linea di comando (ma ci farò la GUI appena il core sarà funzionale al 100%) che eseguebackup totali o differenziali sulle vostre cartelle per sistemi GNU/Linux.

pybackup [-d NUM_GIORNI] SORGENTE DESTINAZIONE

Questa è la semplice sintassi dello script. L’istallazione è semplice e basta il classico make install ma in alternativa può partire semplicemente dalla cartella in cui l’avete estratto.

Ovviamente segnalazioni bug, collaborazioni, segnalazioni e simili sono sempre gradite. :)

Potete scaricare il file in .tgz da qui:

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