Come già saprà chi mi segue su Twitter, questa settimana in uno dei miei lampi mi è venuta l’idea di approcciarmi alle web application. Quando uno si affaccia a questo panorama la scelta sembra quasi obbligata: PHP. Tuttavia non avevo voglia di mettermi a studiare intensamente il PHP, sia perché lo trovo sintatticamente bruttino sia per voglia di esplorare degli orizzonti più nascosti.

Così, conoscendo il Python piuttosto bene e conoscendo l’esistenza di Django, mi sono chiesto: perché non approfondire un po questo framework? Detto fatto.

La prima cosa da fare era girare su Google per cercare una specie di guida introduttiva. Ne ho trovate parecchie, tuttavia nessuna che spiegasse in realtà come si potesse installare Django su linux senza perderci mezza giornata. Ho dovuto svelare l’arcano leggendo sui forum e scoprire che è una cavolata immensa:

apt-get install python-django

Fine. Nulla più nulla meno. Nessuna configurazione astrusa, compilazioni varie e configurazioni di server. Basta digitare il comando e il sistema fa tutto da solo. Una volta installato possiamo provarlo. Andiamo in una cartella e digitiamo:

django-admin startproject esempio

Poi entriamo nella cartella e digitiamo:

python manage.py runserver

Per avviare il nostro leggero server di sviluppo (non serve configurare server imponenti come Apache, Django offre di suo un server per provare i vostri siti). Quindi andiamo alla pagina http://127.0.0.1:8000/ per ricevere la conferma che Django è perfettamente installato e configurato.

Tutto qui. Per chi volesse imparare ad usare Django (oltre che a installarlo) può visitare questo ottimo libro on-line: http://www.djangobook.com/en/2.0/

 

È già da tempo che lamento la mancanza di sostengo economico da parte degli utenti al mondo opensource. Lo stesso dicasi per tutto quel mondo di informazioni, foto, video e molto altro che il web ci rifila tutti i giorni, 24 ore su 24 e, soprattutto, gratuitamente.

Sostenere il blog che vi da notizie interessanti e informazioni utili, il forum che vi aiuta a risolvere problemi, il programma che vi permette di non sborsare centinaia di euro per una licenza commerciale, ma anche semplicemente il contenuto web che vi piace, è un atto di civiltà, cooperazione e stimolo. Soprattutto se consideriamo che nessuno si tira dietro nello spendere ben 10/15 centesimi per inviare una cazzata tramite sms ad un amico.

Tuttavia fino ad ora effettuare donazioni era qualcosa di più macchinoso del previsto e spesso la fatica non valeva il prezzo ed era un ottimo deterrente. Tutto questo però potrebbe essere qualcosa da relegare al passato grazie a Flattr.

Flattr è una piattaforma per micro-pagamenti facile ed intuitiva che si basa su un meccanismo molto semplice:

  • Ci si iscrive e si inserisce in Flattr una somma di denaro a piacere.
  • Si imposta la somma di denaro da utilizzare al mese (minimo 2€).
  • Ogni volte che troviamo un contenuto collegato a Flattr a cui vogliamo dare una “mancia” clicchiamo sull’apposito bottone.
  • Ogni mese la somma mensile viene suddivisa equamente fra tutti i contenuti che abbiamo gradito.

In poche parole tutto si riduce ad un semplice click e al resto pensa a tutto Flattr.

Aggiungere un contenuto a Flattr e cominciare a ricevere donazioni è altrettanto semplice. Basta caricare il contenuto nel sistema e aggiungere un piccolo bottone.

Il sistema è ancora in beta e per registrarsi bisogna ricevere un invito ufficiale. Tuttavia io ho richiesto l’invito ieri e questa mattina è arrivato, segno che c’è una buona disponibilità di inviti.

Insomma, a me sembra un meccanismo molto pratico e simpatico per dare un cenno tangibile di gradimento a tutte quelle persone che gratuitamente spendono il loro tempo libero per fare qualcosa che ci è utile e ci piace.

C’è chi dice che questo meccanismo incentiverà la nascita di contenuti di pessima qualità ma “commerciali” (leggasi “bimbominkiosi”). Questo è in parte vero… ma non credo sia colpa del sistema, piuttosto del decadimento di alcune fasce della società.

Detto questo io comincio a contribuire in questo modo (ci sono già molti software opensource che uso spesso nell’universo di flattr) e spero che molti di voi seguano il mio esempio. Inoltre “flattero” alcuni miei post sperando che qualcuno abbia voglia di offrirmi un caffé. :D

 

Le energie e le idee nell’open-source vengono sempre disperse. Si perdono in un mare di caos, scarsa documentazione, programmatori persi e spauriti che non sanno cosa fare, gente volenterosa costretta alla resa e ignorantoni che riempiono il web di script spazzatura. Ma a questo cerca di ovviare OpenHatch.

Questo sito è una sorta di social network per gente intenzionata a contribuire nell’open source. Non è necessario essere programmatori, ci sono compiti adatti a tutti, dal bug tracking alla documentazione alle traduzioni. Graficamente gradevole e ben funzionante.

Io vi consiglio calorosamente di iscrivervi e fare un po’ di pubblicità. Mi sembra l’idea giusta per ridare un po di vita ad una comunità open-source un po’ stanca e dispersa.

 

OpenDesktopIl sito openDesktop.org è un social-network incentrato sulla comunità open source. Unisce una folta comunità di sviluppatori e artisti con lo scopo di offrire una vasta vetrina per applicazioni e artwork. Non a caso il sito si specializza in vari “sotto-siti” quali KDE-apps, KDE-look, Gnome-look e molti altri siti blasonati.

OpenDesktop.org è una delle più grandi comunità opensource con oltre 90 milioni di visualizzazioni mensili e gli oltre 100.000 contenuti liberi.

Oltre a questo fornisce funzionalità per la creazione di gruppi, organizzazione e promozione di eventi e, ultimamente, anche la possibilità di fare e ricevere offerte lavorative.

Insomma, un tassello luminoso nel ricco mosaico dell’OpenSource.

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