6 Comments to “Il dedalo della collaborazione”

  1. Emanuele Rampichini

    May 21st, 2010

    Eh… purtroppo è vero. Il tutto è reso ancora più difficile dalla distanza. Mi sono buttato in qualche progettino (tutti estremamente semplici e più che altro autodidattici)…poi magari il tempo scarseggia, la massa critica di utenti interessati non viene raggiunta e tutto rimane sospeso.

    Purtroppo per i progetti già attivi le barriere all’ingresso ci sono e sono molte. Credo che oltre che sbatterci la testa non ci si possa fare molto. Quello che però possiamo fare è tenere sempre ben presente questi problemi quando iniziamo un nuovo progetto.

    • THeK3nger

      May 22nd, 2010

      KDE di carino proponeva dei “corsi” chiamati klassroom in cui programmatori di KDE esperti istruivano le nuove reclute. Questo è un meccanismo molto simpatico che grandi progetti potrebbero adottare.

  2. opencode

    May 21st, 2010

    Tieni presente che secondo me alcune volte si hanno delle belle idee che però non possono essere applicate a progetti già presenti oppure non possono essere inserite in progetti più grandi poichè potrebbero essere non notate per via della “dispersione” che i grandi software hanno….

    Ci dovrebbero essere i presupposti sia per collaborare che per non farlo….

    • THeK3nger

      May 22nd, 2010

      Ovvio. Se uno ha “l’idea rivoluzionaria” è più facile che la porti avanti da se piuttosto che cercare di forzarla all’interno di progetti già maturi.

  3. Ema90

    May 21st, 2010

    E io che pensavo di essere l’unico a pensare ste cose

    • THeK3nger

      May 22nd, 2010

      Credo sia un pensiero diffuso. Se io con una laurea in ingegneria informatica e 5 linguaggi alle spalle faccio fatica a entrare nel meccanismo immagino chi si avvicini alla programmazione in modo “amatoriale”!


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